La ‘ndrina dei Gaglianesi: il dominio criminale su Catanzaro
La ‘ndrangheta, la potente organizzazione criminale calabrese, ha nel capoluogo Catanzaro un’importante articolazione: la ‘ndrina dei Gaglianesi. Questa cosca, attiva da decenni nella gestione di affari illeciti, estorsioni e traffico di droga, ha esercitato un’influenza pervasiva su diversi quartieri della città, imponendo il proprio controllo su numerose attività economiche.
Gli esponenti di spicco e la guerra di mafia
Secondo le indagini della Squadra Mobile e le ricostruzioni investigative, la leadership della ‘ndrina dei Gaglianesi sarebbe stata composta da figure di spicco del panorama criminale locale. Tra i presunti capibastone emergono i nomi di Girolamo Costanzo, noto come “Compare Gino”, Anselmo Di Bona, soprannominato “Cavallo Pazzo” (deceduto nel 2015), e Lorenzo Iiritano, detto “A Ditta”.
L’organizzazione territoriale della cosca era strutturata in modo da garantire un controllo capillare su Catanzaro.
Tommaso Mazza, ex capobastone arrestato nel 1993 nell’ambito dell’operazione “Falco-Ghibli” e divenuto collaboratore di giustizia nel 1994. Il suo pentimento ha consentito di far luce su decenni di attività illecite e dinamiche interne alla ‘ndrina.
La ‘ndrina dei Gaglianesi è stata protagonista di una feroce lotta per il controllo del territorio e degli affari illeciti in città. Estorsioni legate ai lavori pubblici, traffico di droga e regolamenti di conti interni hanno scandito la cronaca criminale di Catanzaro. Un omicidio eccellente e una partita di droga mai saldata sarebbero tra le cause scatenanti dei conflitti interni che hanno insanguinato il capoluogo calabrese.
L’operazione “Jonny” e l’influenza dei clan esterni
Un nuovo fascio di luce sugli assetti criminali di Catanzaro è stato gettato dall’operazione “Jonny”, scattata a maggio del 2017 contro il clan Arena di Isola Capo Rizzuto. L’indagine ha rivelato come sin dai primi anni ’90 la città fosse sotto la pressione di potenti consorterie di ‘ndrangheta provenienti da fuori provincia, come gli Arena di Isola Capo Rizzuto e i Mancuso di Limbadi, che avevano trovato in loco i propri referenti.
Le dichiarazioni di due collaboratori di giustizia, il vibonese Raffaele Moscato e il catanzarese Santino Mirarchi, hanno offerto uno spaccato dettagliato della presenza mafiosa sul territorio. Le loro rivelazioni hanno aperto scenari dirompenti, contribuendo a svelare il radicamento delle organizzazioni criminali nella città e il loro intreccio con le cosche locali.
La ‘ndrina dei Gaglianesi: nascita della prima locale di ‘ndrangheta a Catanzaro
Secondo le dichiarazioni di Tommaso Mazza, la ‘ndrina dei Gaglianesi è stata determinante nella formazione della prima locale di ‘ndrangheta a Catanzaro. L’organizzazione ha consolidato la propria presenza nel tessuto cittadino, sfruttando alleanze e connivenze per rafforzare il proprio potere economico e criminale.
Oggi, le operazioni delle forze dell’ordine e il lavoro della magistratura hanno inflitto duri colpi alla cosca, ma il fenomeno mafioso continua a rappresentare una minaccia per il territorio. La lotta alla ‘ndrangheta rimane una sfida prioritaria per le istituzioni, nel tentativo di restituire sicurezza e legalità alla città di Catanzaro.